È il tartufo prodotto esclusivamente in Italia ed in misura minore in Istria. In Italia possiamo distinguere 2 aree principali : l'area piemontese e lombarda e l'area appenninica del centro Italia. Il terreno delle tartufaie naturali di Tuber magnatum deriva da substrati composti da marne, calcari marnosi, marne argillose, arenarie prevalentemente dell'Era Terziaria ed in misura minore dell'Era Quaternaria. Il Tuber magnatum Pico predilige posizioni ombreggiate e fresche; perciò lo si trova prevalentemente nei fondo valle, nei boschi, lungo fiumi, torrenti, rigagnoli, fossi, raramente in piante isolate ed in posizioni soleggiate. Normalmente la tessitura dei terreni vocati varia dal franco al franco-sabbioso o franco-limoso, con uno scarso contenuto in argilla, comunque sempre soffici, drenati, con una buona porosità del suolo. Il Ph normalmente è alcalino o sub-alcalino, con un buon contenuto di calcare totale (valore medio 15-25%), bassa è la dotazione di fosforo, mentre buono è il contenuto di calcio e potassio. Il Tartufo Bianco vegeta fino a 1.000 metri s.l.m., prediligendo altitudini medie da 100 a 700 metri s.l.m. Non tollera siccità estive prolungate; anzi, sembra che le precipitazioni estive condizionino la produzione dei tartufi.
Piante simbionti: roverella, cerro, farnia, rovere, carpino nero, nocciolo, pioppo, salice, tiglio.
Il Tartufo Nero Pregiato ha un vasto areale di sviluppo in Europa, anche se le nazioni più vocate sono Italia, Francia e Spagna. In Italia le regioni più vocate sono comprese nella fascia appenninica centro-meridionale, più precisamente in: Umbria, Marche, Abruzzo, Lazio, Lucania, Calabria; in misura minore in: Veneto, Trentino, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Molise, ecc. Si sviluppa in terreni calcarei dell'Era Secondaria e in misura minore in quelli appartenenti all'Era Quaternaria. Si tratta di terreni normalmente brecciosi, ben drenati, ricchi di carbonati di calcio. La tessitura è normalmente ben equilibrata. La presenza di sostanza organica è normalmente bassa, così come bassi sono i valori di Azoto, Fosforo, Potassio, mentre buono è il contenuto in Ferro e Rame; il Ph varia da sub-alcalino ad alcalino. Il Tartufo Nero Pregiato si sviluppa ad altitudini comprese fra 100 e 1.000 metri s.l.m.; non gradisce siccità prolungate nel periodo estivo (ottimali sono i 600/900mm di precipitazioni medie annue). Le tartufaie naturali sono ubicate su altipiani, versanti collinari, in boschi non fitti, in piante isolate e comunque in posizioni ben soleggiate.
Tipica è la presenza del pianello (cava) che rivela all'occhio la presenza del Tartufo Nero Pregiato attorno alla pianta. La raccolta dei migliori tartufi è compresa nel periodo dicembre-marzo. I terreni delle tartufaie naturali, buone produttrici di Tuber melanosporum, presentano sabbia, limo e argilla ben proporzionati con tessitura da franco sabbiosa a franco limosa, con buona presenza di scheletro, mai eccessivamente superficiali.
Piante simbionti: roverella, leccio, cerro, carpino nero, nocciolo; secondariamente tiglio, cisto, rovere, farnia.
Il Tartufo Estivo si sviluppa su una grande quantità di terreni di differenti origini geologiche, poiché l'areale di crescita di questo tubero è molto vasto (dall'Italia alla Spagna, fino agli Stati baltici e alla Russia; a sud è segnalato in alcuni Stati nordafricani e in Turchia). I terreni su cui vegeta hanno notevole variabilità; sono comunque sempre caratterizzati da un Ph alcalino o sub alcalino e da un buon contenuto in calcare, di tessitura preferibilmente equilibrata e di struttura soffice arieggiato. Vegeta, a differenza del Tuber melanosporum Vittad., anche in terreni con contenuti più alti di argilla pesanti e tenaci, ricchi anche di humus; teme i ristagni idrici. Dal punto di vista chimico, i terreni sono normalmente ben dotati di potassio, molto poveri di fosforo, sufficientemente dotati di calcio. Il Tuber aestivum rimpiazza il Tuber melanosporum a quote superiori a 800-1.000 metri s.l.m.; tollera meglio la siccità estiva.
Piante simbionti: ad altitudini elevate è in simbiosi con roverella, rovere, faggio, carpino, nocciolo. Ad altitudini più basse è in simbiosi con farnia, roverella, leccio, carpino nero, pino, nocciolo. Le piante non simbionti, che però si ritrovano spesso nelle tartufaie sono: frassino maggiore, orniello, acero campestre, prugnolo, biancospino, sanguinello, sorbo domestico, ginepro.
La raccolta dei tartufi di migliore qualità è compresa nel periodo agosto-settembre. I tartufi raccolti nei mesi di maggio-giugno hanno qualità organolettiche inferiori.
Si tratta di una specie dotata di notevole plasticità ambientale in grado di svilupparsi dal livello del mare fino ad oltre i 1.000 metri di quota su svariate tipologie di terreni: da quelli più sciolti e sabbiosi (come quelli di pinete costiere) a quelli collinari argillosi.
Le specie simbionti più frequenti sono le querce (novelle, cerro, leccio), i pini quali il pinus pinea, il pinus pinaster e il pinus, il nocciolo, il pioppo bianco, il carpino nero.
Si tratta di un tartufo simile allo Scorzone (tuttora ci sono opinioni contrastanti circa l'appartenenza alla specie aestivum). Per alcuni si tratta di una specie sistematicamente distinta, per altri di una differente varietà; altri ancora sostengono che l'ambiente ne permette la maturazione più tardiva. Spesso si sviluppa nella stessa zona del Tartufo Estivo.
La raccolta avviene prevalentemente in zone più fresche con umidità costante tutto l'anno; infatti mal sopporta la siccità estiva e gradisce le esposizioni a mezzaombra e le altitudini più elevate. Si trova soprattutto in ambienti protetti dall'azione diretta dei raggi solari, come valli profonde e versanti esposti a Nord. Per quanto riguarda il suolo, il Tartufo Uncinato gradisce terreni argillosi, calcarei, ma vegeta anche in suoli compatti purché non si verifichino ristagni idrici prolungati. Vegeta sulle stesse specie del tartufo estivo.
Diffusione: È largamente diffuso in Italia (dal Trentino alla Basilicata) ed in diversi Paesi europei. Areale di Coltivazione: Cresce
negli stessi areali del Tartufo nero pregiato, ma si adatta molto bene anche a terreni meno vocati quali quelli più pesanti, più
argillosi, con meno calcare e poco scheletro. Cresce bene anche nei terreni ricchi di sostanza organica, poco soleggiati e a quote
variabili dai 200 m. slm sino ai 1000 m. slm.
Valore commerciale: Presenta sempre discrete quotazioni, grazie alle sue buone
caratteristiche organolettiche. Da metà novembre a metà
marzo. Note: Si ritrova spesso mescolato al Tartufo Nero Pregiato, sia nelle partite
di tartufi freschi che nelle tartufaie artificiali, alcune delle quali, dopo alcuni
anni, producono sempre di più Tartufo Brumale anziché Tartufo Nero Pregiato.